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di Fulvio Scaglione* - Occhidellaguerra Sbaglio io o sta saltando fuori che i famosi e onnipotenti hacker russi, quelli che avevano convinto gli americani a eleggere Donald Trump e gli inglesi a manda

Pubblicato il 22-Mar-18 Visitatori: 12

E alla fine si scopre che gli hacker non erano russi ma occidentali

   






di Fulvio Scaglione* –

Sbaglio io o sta saltando fuori che i famosi e onnipotenti hacker russi, quelli che avevano convinto gli americani a eleggere Donald Trump e gli inglesi a mandare a quel Paese l’Unione Europea, erano in realtà un tipo occhialuto nato a Londra nel 1975, laureato in Storia dell’Arte, cresciuto negli ambienti della pubblicità, approdato alla Strategic Communications Laboratories (azienda specializzata in analisi comportamentale e comunicazione) e da lì diventato direttore dell’affiliata Cambridge Analytica, che di nome fa Alexander (James Ashburner) Nix? Un tizio che di Russia non sa nulla e che, anzi, è diventato importante alla Strategic ecc.
ecc che lavora, tra l’altro per il Governo e per la Difesa del Regno Unito, che tanto amici della Russia non sono?

E sbaglio sempre io o forse l’altro hacker del Cremlino era il mitico Mark Zuckerberg, papà di Facebook, che sapeva o magari non sapeva a che cosa servivano quelle decine di milioni di profili che Cambridge ecc.
ecc scaricava dal più famoso e frequentato dei social network e impiegava per far vincere i suoi clienti? E adesso si sente fare la stessa domanda dal Congresso Usa, dal Parlamento inglese, dal Parlamento europeo e dal lavandaio cinese che mi stira le camicie: sapevi o non sapevi? Questo Putin… le studia tutte!

Che il Russiagate fosse una bufala si era capito da tempo.

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Fonte ununiverso.it

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