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Sono entrati in un centro per migranti italiano scortando un profugo, costringendolo al test delle urine e intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari della ong. Diventa un caso politic

Pubblicato il 31-Mar-18 Visitatori: 16

Bardonecchia, polizia di dogana francese fa irruzione in centro per migranti. Farnesina: “Chieste spiegazioni”

   





Sono entrati in un centro per migranti italiano scortando un profugo, costringendolo al test delle urine e intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari della ong. Diventa un caso politico e rischia anche di trasformarsi in un incidente diplomatico l’irruzione di alcuni agenti della polizia transalpinaBardonecchia al confine tra Italia e Francia. “Abbiamo chiesto spiegazioni al governo francese e all’Ambasciata di Francia a Roma, attendiamo a breve risposte chiare, prima di intraprendere qualsiasi eventuale azione”, dicono fonti della Farnesina.

Martina e Letta: “Europa non si stupisca del voto” – Il blitz, avvenuto venerdì sera, ha infatti scatenato diverse reazioni politiche. “I fatti di Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova Europa“, scrive su twitter il reggente del Pd Maurizio Martina. “Esiste un piano politico che deve prevalere e che va oltre qualsiasi accordo tra Italia e Francia che gli agenti francesi possano richiamare come giustificazione”, dice l’europarlamentare dem Daniele Viotti. “La costante aggressività della polizia francese (che ha avuto il picco ieri, ma è ormai un dato)ha una evidente copertura da parte del proprio governo che, a parole, si dichiara solidale con l’Italia nell’affrontare la questione migranti e profughi, mentre, di fatto, costruisce muri, come Ungheria, Polonia e Slovacchia”, aggiunge il deputato europeo che si era recato nelle zone di confine tra Italia e Francia proprio nei giorni scorsi, per verificare di persona la situazione: “Da un lato ho trovato serietà, preparazione e umanità da parte dei sindaci, delle ong impegnate e dei cittadini, dall’altro arroganza e crudeltà“.

I fatti di #Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova #Europa

— Maurizio Martina (@maumartina) 31 marzo 2018

“Irruzione polizia francese a Bardonecchia ennesimo errore su questione migranti. Poi in Europa si stupiscono dell’esito elettorale in Italia!”, è il tweet dell’ex premier Enrico Letta. “L’Italia chiami Macron e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Siamo un Paese sovrano non una provincia della Francia. Non assisteremo pure alla beffa di essere usati come la loro toilette” è il commento di Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia. “Già scaricano sul nostro Paese tutto il peso dell’immigrazione e dell’emergenza profughi – aggiunge – ora non vengano a far valere i loro distintivi a casa nostra”.

Irruzione polizia francese #Bardonecchia ennesimo errore su questione #migranti.Poi in Europa si stupiscono dell’esito elettorale in Italia!

— Enrico Letta (@EnricoLetta) 31 marzo 2018

L’Ong: “Ingerenza inaccettabile” – Nella stazione di Bardonecchia  è stato allestito all’inizio dell’inverno un centro per accogliere i migranti che tentano di oltrepassare il confine alpino con la Francia, dove operano i volontari della ong torinese Rainbow4Africa. Nella tarda serata del 30 marzo, si sono materializzati alcuni agenti della polizia di dogana francese che accompagnavano di un migrante: una scena che si è verificata più volte in passato.  Solo che questa volta invece di lasciarlo davanti alla stazione, sono entrati nei locali della ong, costringendo il profugo al test delle urine e intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari dell’Asgi, l’associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione. Ad allontanare gli agenti transalpini ci ha pensato il personale del commissariato, avvisato dalla stessa ong. “Una grave ingerenza, inaccettabile, all’operato dell’Ong e delle istituzioni italiane”, sono le parole usate da Rainbow4Africa per denunciare l’accaduto sul suo profilo facebook. “Non avevano il diritto di entrare, nessun diritto – spiega il sindaco Francesco Avato – questa sarà la prima e ultima volta. Sono molto arrabbiato e amareggiato per quello che è successo”.

La ricostruzione del blitz – “Eravamo in questa stanza, sono arrivati all’improvviso, hanno fatto irruzione”, è il racconto di Caterina, volontaria dell’ong. “Non sono una poliziotta, non mi interessa niente di come operano, ma trovo gravissimo che una persona venga fermata in questo modo”, dice.  Secondo la volontaria, gli agenti francesi hanno costretto un giovane nigeriano a seguirli nel locale e a sottoporsi al test delle urine: “Veniva da Parigi ed era diretto verso Napoli – sostiene – non stava andando in Francia. Tremava, aveva paura. Quando un nostro mediatore culturale ha fatto notare agli agenti che non si stavano comportando nel modo giusto, per risposta gli hanno detto di stare zitto. Hanno sostenuto che per una concessione delle Ferrovie del 1963 potevano utilizzare quel locale e hanno detto che non avevamo diritto di sindacare sul loro operato. È stato allora che abbiamo chiamato il sindaco e poi la nostra polizia”.

Amnesty: “Atto arrogante e intimidatorio”- Da parte sua, Rainbow4Africa ha sottolineato di agire “secondo principi inviolabili di indipendenza, neutralità, imparzialità e umanità. L’azione degli agenti della Dogana Francese viola tali principi“, continua l’organizzazione, secondo cui “il comportamento adottato nei confronti dell’ospite nigeriano appare irrispettoso dei diritti umani. Un presidio sanitario è luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra. Riteniamo questi atti delle ignobili provocazioni. Abbiamo fiducia nell’operato delle istituzioni e della giustizia italiana, che sono state investite della responsabilità di attuare i passi necessari verso la Francia”. “È stato un atto arrogante e intimidatorio. Un atto inoltre che conferma un clima di grande ostilità per chi pratica accoglienza, per chi aiuta coloro che sono in difficoltà e auspico in una ferma protesta da parte delle autorità italiane perché questi sono comportamenti intollerabili”, dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Il nostro unico interesse rimane assicurare rispetto dei diritti umani dei migranti“, ha spiegato il dottor Paolo Narcisi, presidente dell’organizzazione non governativa. A lui si aggiunge l’avvocato Lorenzo Trucco, presidente di Asgi: “Ritengo che quanto accaduto sia una gravissima violazione non solo di quel sistema dei diritti umani che dovrebbe contraddistinguere l’Europa, ma anche una violazione dei principi basilari della dignità umana, intollerabile nei confronti di persone venute per richiedere protezione. Si valuterà pertanto ogni possibile azione per contrastare simili comportamenti”. Dallo scorso dicembre sono un migliaio i profughi, per lo più nordafricani, che hanno trovato assistenza nelle stanze della stazione di Bardonecchia dove è avvenuta l’irruzione.

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Fonte www.ilfattoquotidiano.it

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