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E’ il 6 Marzo 2011, un gruppo di ragazzi armati di alcune bombolette spray disegna slogan antigovernativi sul muro di una scuola a DARAA. Il giorno seguente il regime di Damasco ordina l’arresto di nu

Pubblicato il 30-Mar-18 Visitatori: 24

GUERRA IN SIRIA: COSA STA SUCCEDENDO E PERCHE’?

   




E’ il 6 Marzo 2011, un gruppo di ragazzi armati di alcune bombolette spray disegna slogan antigovernativi sul muro di una scuola a DARAA. Il giorno seguente il regime di Damasco ordina l’arresto di numerosi ragazzi senza alcun avviso alle famiglie. E’ l’inizio della rivolta. Otto giorni dopo l’arresto, le strade di Aleppo e Damasco si riempiono di manifestanti contro il regime, Assad ordina una dura repressione senza trovare riscontro, i militari prima sparano sulla folla e poi disertano l’esercito, manifestanti e ribelli occupano le caserme militari e sequestrano le armi. Il 29 luglio 2011 un gruppo di ribelli costituisce l’FSA (Free Syrian Army) e dalle manifestazioni in breve tempo si passa ad una guerra civile. Il regime e i ribelli corrono ai ripari cercando appoggio. Una guerra innescata da bombolette di vernice, una guerra figlia di un regime assoluto e repressivo quello della famiglia Al-Assad, che da 40 anni ha il potere in Siria.

Fazioni coinvolte

Ad oggi sono 7 anni dall’inizio del conflitto e le fazioni governative prevalgono su quelle ribelli. Il regime di Damasco ha trovato appoggio nel governo russo, Iraniano e ha l’appoggio delle milizie di Hezzballah (Partito di Dio). Il sostegno ai ribelli è dato dagli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno tagliato sempre più le risorse ai combattenti curdi e alla Free Syrian Army. Dopo il cambio di guardia Obama-Trump il neo presidente ha adottato una linea molto dura, infatti di pochi mesi fa è l’attacco aereo contro le milizie di Al.Assad, con cui sono stati eliminati 100 combattenti del regime. Tra i ribelli ha preso parte anche Al-Nusra, un gruppo di estremisti arabi che rappresenta Al-Qaeda in Syria. La fazione ribelle, attraverso il gruppo FSA hanno ottenuto un’unica vittoria importante durante la guerra, riuscendo a liberare Aleppo dal regime di Assad. Gli interessi in gioco cambiano e la guerra diventa un’occasione per entrambe le fazioni di mercificare armi, bombe e denaro. La guerra in Syria è stata ed è tutt’ora, l’occasione per molte organizzazioni private di prendere parte ad un conflitto di interesse che coinvolge potenze mondiali.

Armi Chimiche

Il regime di Damasco è responsabile di 3 attacchi avvenuti per mezzo di armi chimiche. Negli anni 90’ era stato firmato un accordo NATO in cui si vietava a livello mondiale l’utilizzo di codeste armi, ne seguì un programma di smaltimento del materiale chimico già prodotto. Seguì un attacco da parte di un gruppo di terroristi/setta nella metro di Tokyo. I terroristi riuscirono a disperdere nell’ambiente gas nervino letale che uccise 12 persone e ne ferì diverse centinaia. Da allora l’utilizzo ne fu bandito, finchè il governo della Syria con a capo Assad, nonostante il divieto firmato Nato, ordinò 3 diversi attacchi contro i ribelli attraverso la dispersione di sacche contenenti gas nervino altamente letale.

Interessi della Russia

Putin dal primo scoppio della guerra civile ha apertamente appoggiato il regime di Damasco. Diverse sono le cause politiche ed economiche, tra le principali la difesa del porto di Tartus, base navale della Russia in Siria, l’urgente bisogno di una riaffermazione internazionale e la necessità di contenere il terrorismo islamico o quantomeno mantenerlo al di fuori della federazione. A supporto della guerra di Hassad, Putin ha collocato un’ingente quantità di navi nel porto di Tartus, affinchè l’apporto di armi al regime avvenga in modo regolare. Il presidente russo si serve della Siria come campo tester delle nuove armi e come principale acquirente di armi e missili. Nel 2015 la Russia ha condotto un bombardamento da sottomarino con missili di ultraprecisione, sperimentati per la prima volta, distruggendo alcune postazioni IS. L’intento di Putin è abbastanza chiaro, diventare unico “macro-magazzino” al mondo di armi cercando di surclassare il potere Americano che attualmente è al primo posto nel commercio mondiale di armi.

Un conflitto mostruoso, una guerra civile sfociata in un conflitto mondiale mosso da interessi politici ed economici. A farne le spese sono le migliaia di civili che perdono la vita giorno dopo giorno.

  1. “La guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri”
    (Hannah Arendt)
    7 ANNI DI GUERRA
    490.000 MORTI
    100.000 CIVILI
    25.000 BAMBINI

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