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Nel 2008, circa 10 anni fa, l’allora presidente dell' A.I.D. Giuseppe Fatati introdusse il concetto di Obesità di fine mese. Cosa significa? Come uscirne?

Pubblicato il 25-Feb-18 Visitatori: 153

Obesità di fine mese: cos’è e come uscirne

   





Dopo aver visto come poter sconfiggere sovrappeso ed obesità ed aver parlato direttamente dell’obesità infantile nel nostro paese, ci sembrava giusto parlare di un nuovo fenomeno che sta colpendo tanti nostri concittadini a cui non viene data la giusta diffusione: l’obesità di fine mese.

Obesità di fine mese

obesità di fine meseQuesta definizione farà sorridere qualcuno ma, anche se siamo in periodo carnevalesco, non è uno scherzo e, questo fenomeno, sta facendo soffrire migliaia di persone in Italia.

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di sottolineare come l’aumento di peso dei nostri connazionali stia preoccupando non poco il Sistema Sanitario e come l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica si stia muovendo per tempo per arginare questa situazione.

Già nel 2008, circa 10 anni fa, l’allora presidente Giuseppe Fatati introdusse il concetto di Obesità di fine mese per indicare come, la disastrosa situazione economica in cui il nostro Paese si trovava fosse strettamente correlata con l’aumento di peso.

Al tempo sintetizzò il tutto con la famigerata frase

“Più gli italiani tirano la cinghia, più ingrassano”

Sebbene le dispense fossero (e sono) sempre più vuote, in effetti, allora come oggi, vale quello che disse il Presidente:

“È difficile, davanti ad evidenti difficoltà del bilancio domestico, dire ad una donna di fare la spesa badando alla qualità e di portare in tavola più frutta, verdura e pesce, usare pochi grassi, preferendo l’olio extravergine di oliva”.

Fatati  sottolineava una situazione ben nota ai nutrizionisti e ai dietisti, situazione che sappiamo non essere tanto cambiata in questi anni.

L’Obesità di fine mese si può combattere?

In fondo basterebbe poco anche se spesso non si ha il coraggio di dirlo alla casalinga di Voghera.

Combattere l’obesità di fine mese è possibile ad esempio stando attenti al proprio portafoglio.

Pochi giorni fa, in occasione della 5^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare, sono stati resi noti i dati rilevati dai “Diari di Famiglia dello spreco” voluti dal Ministero dell’Ambiente con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna e con SWG, nell’ambito del progetto Reduce 2017.

Preso un campione di 400 famiglie in tutta Italia, si è analizzato lo spreco alimentare medio che una famiglia Italiana consegue.

Non era una novità che In Italia ogni anno buttiamo nel bidone dell’immondizia una enorme quantità di cibo tra produzione industriale, grande e piccola distribuzione e spreco domestico.

Gli italiani, se pur più virtuosi rispetto agli anni passati, buttano ancora, tra le pareti domestiche della propria casa, nel cassonetto dell’immondizia, qualcosa come 2,2 milioni di tonnellate di alimenti, per un costo di 8,5 miliardi euro.

Una famiglia media in Italia italiana butta nella spazzatura verosimilmente  1,5 kg di alimenti per settimana, ovvero  84 Kg all’anno.

In questa grossa mole di prodotti dati in pasto al bidone dell’immondizia,  verdure, latticini, frutta e prodotto da forno sono gli alimenti che gettiamo via più facilmente.

I prodotti buttati via che hanno superato la data di scadenza  sono ben il  46% mentre quelli non più gradit sono il 26%.

Cifre che fanno accapponare la pelle!

Forse però è meglio così…

D’altro canto, però, se è vero che sprecare non va bene, è altrettanto vero che il cibo finito nella pattumiera non andrà a finire nella nostra pancia.

Sembrerà impopolare dirlo, viste le condizioni attuali, ma meglio buttare che abbuffarsi per paura di sprecare.

Un qualche sbaglio c’è stato e qualcuno ha messo nel carrello ciò che non doveva.

Obesità di fine: cosa fare concretamente

Possiamo correre ai ripari adesso?

Certo che si.

In generale, è bene ricordare che , per prevenire l’Obesità di fine mese, esiste una regola d’oro che va necessariamente rispettata.

La Grande Distribuzione e i Discount vorrebbero vedere tantissima gente che esce con i carrelli zeppi, nemmeno ci fosse da li a poco un cataclisma a livello mondiale e fanno (e faranno) di tutto per invogliarci all’acquisto.

3×2, 2×1, le vecchie tessere a punti, i punti fedeltà, la disposizione dei prodotti sugli scaffali, la cartellonistica, è tutto un circo di luci colorate per mettere sempre più prodotti nelle buste della spesa.

Questo ormai la casalinga di Voghera l’ha imparato, tuttavia i suoi carrelli sono sempre stracolmi quando esce dal supermercato.

La regola è:

acquistiamo il poco che ci serve quando ci serve…

È scontato dirlo ma difficile farlo!

Del resto, che risparmio c’è se poi buttiamo via i prodotti che non consumiamo?

Lo so, ne sono cosciente! Può sembrare tutto molto complicato ma, ricondizionando la mente, possiamo uscire dalla Matrix dell’Obesità di fine mese.

Conciliare portafoglio e bilancia si può, si deve fare e ce lo meritiamo.

Facciamo attenzione a quello che mettiamo nel carrello e ricordiamoci che

“Di meno e di qualità”

spesso  ci aiuta a perdere chili.

C’è un nuovo alleato che può sorreggerti in questa battaglia: la tua MENTE.

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Fonte www.dimagrireserenamente.it

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