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Nei giorni scorsi, ho avuto modo di descrivere il modello Valoritalia e la composizione del suo CdA, mettendo in evidenza i collegamenti diretti fra Valoritalia e Consorzi di tutela, attraverso la par

Pubblicato il 30-Dec-17 Visitatori: 118

Siquria, ovvero, quando anche il Veneto ha il suo conflitto di interessi in materia di consorzi

   





Nei giorni scorsi, ho avuto modo di descrivere il modello Valoritalia e la composizione del suo CdA, mettendo in evidenza i collegamenti diretti fra Valoritalia e Consorzi di tutela, attraverso la partecipazione al CdA della società di controllo di presidenti ed ex presidenti dei consorzi, oltre che di alcune figure apicali della società che svolge, per conto di Valoritalia, le analisi chimico/fisiche. La disamina ha avuto un ventaglio di reazioni tutto sommato spiegabile e ampiamente atteso: si è passati da “è tutta roba arcinota” a “ma è uno scandalo!”.

Non è né l’una né l’altra cosa. Semplicemente, si tratta di un modo di attuare le norme che a partire dal 2008 hanno riformato il mondo del vino (la famosa OCM voluta dall’odiatissima commissaria UE Marianne Fischer-Böhl) imponendo, tra le altre cose, che le funzioni di controllo fossero, a differenza di prima, completamente e nettamente separate dall’attività di valorizzazione e tutela che continuano ad essere in carico ai consorzi di tutela.

Valoritalia nacque, secondo la vulgata in bonam partem, per non perdere il patrimonio di competenze accumulate nei consorzi e che sarebbe stato un delitto non conservare al sistema del vino italiano. Chi svolge questa osservazione di solito trascura che sono nati anche organismi di controllo non creati da consorzi di tutela, bensì da chi, prima del 2008 svolgeva i controlli analitici sui vini, ovvero il sistema selle camere di commercio. Uno fra questi, è l’ente che si chiama Agroqualità, nacque negli anni ‘90 ed è guidato da un comitato formato da personalità di UNIONCAMERE e di Coldiretti: oggi controlla 35 DOC vitivinicole tra Lazio, Abruzzo e Alto Piemonte ed ha di recente acquisito ISMECERT, con la sua dote di DOC controllate al Sud.

Tuttavia, il panorama non è composto solo di Valoritalia, Agroqualità e gli enti di certificazione locali delle regioni e province a statuto speciale, come Alto Adige e Sicilia. Esiste al nord una seconda importante società di controllo creata in Veneto. Si tratta di Siquria, ovvero la Società Italiana per la Qualità e Rintracciabilità degli Alimenti, che alcuni dei lettori del mio precedente articolo mi hanno indicato come modello “virtuoso” contrapposto al modello, a loro dire meno virtuoso, Valoritalia.

Ebbene, ad un esame del modello di governance, non sembra che le cose siano sostanzialmente diverse.

Guido Giacometti è direttore di Siquria sin dalla fondazione nel 2009 ed è un ex funzionario del dipartimento Ispettorato Qualità e Repressione Frodi del MIPAAF, ovvero il dipartimento presso il Ministero dell’Agricoltura che “controlla le società di controllo”.

Presidente di Siquria è Luca Sartori, fratello di Andrea, presidente in carica del Consorzio dei Vini di Valpolicella. Egli è stato a sua volta presidente del medesimo consorzio dal 2008 e fino all’avvento della presidenza di Christian Marchesini (oggi ex a sua volta e, come leggete di seguito, membro del Consiglio di SIQURIA). Vicepresidente risulta essere Paolo Fumagalli, commercialista di area CL.

Il consiglio di Siquria è composto in modo non dissimile, metodologicamente, da quello di Valoritalia. Ecco di chi si tratta:

  • Andrea Cantarella (ex presidente Consorzio Tutela vini Colli Berici e Vicenza)
  • Anna Maria Cornali, administration manager di CSI SPA e procuratore speciale della stessa. CSI SpA, controllata da IMQ SrL, è l’azienda che fornisce i servizi di analisi e certificazione a SIQURIA.
  • Christian Marchesini, da pochissimo ex Presidente del Consorzio di Tutela della Valpolicella dove ha lasciato spazio ad Andrea Sartori, fratello dell’attuale presidente di Siquria.
  • Umberto Scola, consigliere di amministrazione di CSI SpA.
  • Arturo Stocchetti, già presidente del Consorzio del Soave e presidente dell’Unione Vini Veneti.
  • Alberto Taffurelli, Food Packaging & Materials Division Manager presso CSI Spa

L’ottimizzazione delle relazioni appare completa se si considera che il revisore dei conti di CSI SrL e il presidente del Collegio Sindacale di Siquria sono la stessa persona: Walter Sergio Merati.

Come si può agevolmente scorgere, non c’è alcuna sostanziale differenza nel modello di governance tra Valoritalia e Siquria. Che poi le due società lavorino in maniera diversa e ciascuno possa portare esperienze di soddisfazione/insoddisfazione verso l’una o l’altra, non ci piove e nemmeno è oggetto di queste righe.

Piuttosto, risulta possibile un’ulteriore sintetica annotazione riguardo al radicamento territoriale Verona-centrico di Siquria: è evidente che, dato il modello di governance e i legami assai stretti fra i più potenti consorzi locali (Soave e Valpolicella) chiunque abbia in questi ultimi un ruolo determinante o addirittura preponderante, può verosimilmente esercitare una influenza sulla società di controllo non di poco conto.

Un ulteriore elemento di riflessione che ci pare utile portare all’attenzione del lettore.

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Fonte www.intravino.com

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